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E' probabile che non ci fosse bisogno di un'ulteriore compilation per mostrare la varietà e la vitalità della scena indipendente scozzese (nel qual caso vi indirizzerei sull'impagabile "Kilt By Punk", monumentale raccolta capace di documentare in tre CD la nascita dello scottish pop/punk/rock, dai Rezillos agli Orange Juice), ma quando il disco è assemblato con il buon gusto e l'equilibrio di Markus Wilhelms, fanzinaro degli anni 80 che ha curato "Get While The Getting's Good" per la tedesca Aufgeladen und Bereit, c'è poco da obiettare.
Una raccolta incantevole, che non cela alcun segreto, non cerca di imporre un tema comune alla selezione, ma si offre al godimento senza affanni, come una scatola di cioccolatini senza fondo. Finché il raccolto è buono, tanto vale raccogliere. E alcuni raccolti sono sempre buoni.
La selezione è vasta ed interessante, i nomi noti assai pochi e colti nel loro massimo splendore (i già sentiti ma sempre ottimi Camera Obscura di "Tears For Affairs", i Popup di "A Year in a Comprehensive" più ricca e calda rispetto alla versione demo che conoscevamo), e i gruppi da scoprire invariabilmente meritevoli di approfondimento. Limitandoci all'ambito strettamente pop - non senza avvertire che sarebbe un peccato trascurare il resto - abbiamo adorato il pop'n'roll dei Bricolage, che nella pungente "Flowers of Deceit" fanno i dovuti inchini agli Orange Juice, la sottigliezza delle Tibi Lubin, delizioso terzetto femminile di Glasgow che accarezza con chitarre e voci la fiabesca "Hurry Monkey Hurry" nel buio più assoluto, e i Secret Goldfish che coverizzano il Vic Godard di "Outrageos Things" con cura infinita, ma i bonbon sono lungi dall'essere terminati.
Tolta l'introduttiva "Barcelona" - uno spoken word sugli sterotipi scozzesi con Gareth Sager del Pop Group e recitato dal poeta anarchico Jock Scot - la disinvoltura negli accostamenti lascia intuire come la scaletta sia libera di usufruire della funzione "shuffle" del lettore CD senza risentirne, ed anzi arricchendosi ogni volta di sfumature nuove: la dolcezza di flauto e basso del Raymond MacDonald Quintet e i bleeps elettronici di Automations & The Ons, ed altre varie e libere interpretazioni del verbo pop! declinato alla scozzese, sempre splendide, sempre untrendy. E sembra tutto così facile che ci si dimentica di come sia difficile raggiungere simili risultati con una compilation.
