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mercoledì, 29 novembre 2006
A/V: Are You Scared To Get Happy? (Friendly Noise)

Tolto il titolo (la domanda posta con tono di sfida dal giovane Matt Haynes dalle pagine della sua peima webzine alla scena indipendente del 1986), in "Are You Scared To Get Happy" non ci sono tracce di C86. Al suo posto, una selezione di pop indipendente svedese declinato in chiave elettronica, colonna sonora di una commedia dallo stesso titolo in scena dal 2003 al 2006 (sarà vero?) e secondo capitolo di una trilogia dell'etichetta svedese Friendly Noise avviata nel 2003 da "Friendly People Making Noise".
E tanto basti, perché questa raccolta cattura la giovinezza della scena pop Svedese in un bel quadretto d'insieme, che unisce i francesismi di Friday Bridge, la spigliatezza electro di Action Biker e la cupa foschia digitale dei Radio Dept in una cornice romantica che in fondo parla la stessa lingua degli anni 80. Non per la coerenza stilistica, negata sin dal contrasto tra i frammenti sonori di "Cola" - The Field e il soave pianismo di Auton - "Aerikanne" in apertura di disco, ma per l'insopprimibile urgenza espressiva che emerge da questi diciannove pezzi, che anche nelle loro espressioni più ermetiche (si va dai bleeps a una forma mutante di trip-hop) sono uniti dalla necessità di rendere tutti partecipi delle proprie illusioni e delusioni. E dalla consapevolezza che alla fine il messaggio è più importante del risultato, come sempre.

www.friendlynoise.se

Postato da: howty a 23:32 | link | commenti |

martedì, 21 novembre 2006
Tar...Feathers: Make way for the ocean floor (Release The Bats)

Sulla carta l'idea della band di Göteborg era interessante: prendere l'estetica DIY e l'attitudine slacker della K records primo periodo e unirlo alle avanguardie nineties della Chigaco post-rock, in particolare quelle eclettiche e votate alla fruizione emo di Tim Kinsella (Joan Of Arc, Owls). Strutture di chitarra/basso/batteria elaborate e iterative con una costante quanto sopita tensione rock, sulla quale la voce raddoppiata di Marcus Nyke agisce con emotività intermittente. All'atto pratico però "Make Way For The Ocean Floor" si rivela un disco narcotico, penalizzato da un'uniformità che ne dissolve i contorni e ne intrappola le forme sbilanciando il lavoro sull'intensità del post. Il pezzo cardine è la traccia 5: "You are lucky to have nothing" è l'esempio più brillante del lavoro di Nyke sulle forme ritmiche e della faticosa attenzione necessaria a ricondurlo su binari indie-rock, qui aiutato dalla voce di Anna Tomlin delle Audrey. Ma è già troppo tardi per riscattare il lavoro da una monotonalità plumbea che riesce solo in parte a trasmettere l'ambizione visionaria dell'autore e anzi rende quasi intollerabile l'ascolto prolungato. Forse per questo abbiamo accolto con sollievo il pezzo meno caratteristico dell'album, la sottile e diretta "Counting Sheep", nata abbastanza evidentemente come pezzo da palco e resa con un'urgenza che sarebbe stato utile spremere in un EP più conciso ed incisivo . Per fans dei Wolf Parade only.

www.tarfeathers.com


Postato da: howty a 22:48 | link | commenti |