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mercoledì, 24 maggio 2006
Subaudition: The Scope (Prophecy Records., 2006)

Fanno musica liquida i Subaudition: la superficie apparentemente uniforme in continuo e armonico movimento non permette ad alcun corpo estraneo di perturbare il suo moto per più di pochi secondi. Si lascia riscaldare dalle correnti, ospitale ma misteriosa. Anche se Antti Korpinen e Roope Niemela, i due ragazzi finlandesi titolari del progetto, preferiscono descriverla in forma solida (ghiaccio, osservato nel momento in cui prende in considerazione la possibilità di tornare ad essere acqua), i movimenti che agitano la loro barca sono inequivocabili e continui, tanto che un'esposizione eccessiva può provocare il mal di mare.
Esploratori sonici mai troppo audaci, i Subaudition si dedicano alla costruzione di ecosistemi nei quali sistemare composizioni costruite solo da chitarre e tastiere, ché una batteria non avrebbe posto in simili ambienti. Musica di lente tessiture acustiche per profondità marine, dove la luce giunge debole e con difficoltà, introspettiva al punto da far scaturire le proprie suggestioni dalla visione periferica dell'ascoltatore anziché esplicitarle, ma senza gettarsi a fondo nella materia liquefatta come altri più temerari esploratori sonici, pure referenziati dalla band (Godspeed, Sigur Ros). Per i suoi accenti gotici e l'ambizione che la anima, sarebbe il tipo di musica apprezzata da metallari in pausa di riflessione, eppure la serafica costruzione dei pezzi e la profonda consegna vocale di Korpinen portano talvolta alla mente i primi lavori solisti di David Sylvian ("A Golden Staircase" highlight del disco per suggestioni, atmosfera e comunicatività), tentato dallo sperimentalismo ambient ma ancora troppo legato alle forme rock/pop per liberarsene. Ed è forse l'unico fallimento del duo dover constatare il proprio trionfo nel momento più visibilmente aperto dell'album, quello in cui le armonie salgono in superficie a respirare l'aria illuminata dalla luna e vi restano il tempo sufficiente per costruire un irresistibile crescendo (e prog-ressivo) emotivo che marchia a fuoco l'album e finisce per oscurarne i recessi più ambiziosi - e noiosi. Da evitare nelle giornate di sole.

Postato da: howty a 00:32 | link | commenti |